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bonanno luca

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2006/10/05

Nuovo blog

Da qualche giorno è nato il mio II blog di informazione artistica.....visitate numerosi!!!!e commentate
lucabonanno.splinder.com
2006/08/22

Concerto degli archi della Scala di Milano

 
Erice
 
Concerto degli Archi della Scala di Milano
 
21 Agosto 2006
 
 
 
 
 
*Collaboro all'allestimento della scenografia del concerto al fianco del Prof.G.ppe Cuccio (realizzatore delle opere)
 
 
Programma: Tommaso Albinoni (Sonata da chiesa in sol minore op. 2 N°6)-Adagio,allegro,grave,allegro
                     J.S.Bach (Concerto in La Minore per violino,archi e basso continuo BWV 1041)-Allegro,andante,allegro assai
                     J.C.Bach (Sinfonia concertante per arpa e archi in Sol Maggiore)-adagio
                     Luigi Boccherini (Sinfonia in Re Maggiore G.490)-Allegro,andante grazioso,allegro assai
                     W.A.Mozart (Eine Kleine Nacht Musik,Serenata in sol Maggiore)-Allegro,romanza-andante,minuetto-allegretto,rondò-allegro     
2006/07/29

Mostra a S.Stefano di Camastra

CAMMINANDO INSIEME

Palazzo Trabia
(Museo della Ceramica) 
Santo Stefano di Camastra (Me)
15-31 Luglio 2006
 
MOSTRA DI SCULTURA
 
 

 
 
*Partecipo con le sculture: Borghesia al muro(1789), Omaggio a Manzù
2006/07/23

I Estempora di scultura-Giardinello 17-07-"06 / 23-07-"06

Il Comune di Giardinello e l'Unione dei Comuni della Baronia di Carini organizzano la I Estempora di scultura a Giardinello,dal 17 Luglio 2006 sino al 23 Luglio 2006.
 
 
              

 
 
Dieci ragazzi dell'Accademia di Belle Arti di Palermo dovranno realizzare 10 elaborati a tema libero,le opere dovranno essere completate entro la data precedentemente citata,e dovranno avere le seguenti misure: 80 cm di h massima,la larghezza e lo spessore a piacimento dell'artista.In seguito le opere saranno sottoposte da parte dei partecipanti,con l'ausilio se necessario dell'associazione Pro Loco di Giardinello a tutte le fasi di completamento dell'opera,dallo svuotamento all'asciugatura,cottura,patinatura ed alla creazione di basi d'appoggio.Terminate queste fasi le opere saranno esposte al pubblico e sottoposte al giudizio insidacabile della commissione esaminatrice composta da Sindaco e assessori alle attività culturali del Comune di Giardinello e dell'Unione dei Comuni della Baronia di Carini e da 5 persone scelte tra il pubblico presente,alle 3 opere vincenti verrà dato un premio in denaro di valore simbolico e le sculture verranno esposte presso i locali del Municipio,le restanti opere verranno vendute all'asta per beneficenza.
2006/07/08

Auguri al blog

Il blog compie un anno!!Fra commenti più o meno opportuni, è stato e continuerà ad essere interessante parlare,commentare e aggiornarsi sul mondo dell'arte in questo spazio aperto a tutti.
2006/06/06

La distruzione dell'arte in Italia

Oggi 6 Giugno 2006 ha avuto luogo l'inizio della fine per l'Accademia di Palermo.
l'Istituto Alberghiero sta murando gli spazi a noi ceduti 4 anni fa riducendoli della metà.Le lezioni si terranno in corridoio,non ci sono più vie di fuga,e prima o poi moriremo soffocati dall'odore di resina che spadroneggia nei corridoi!
E' davvero vomitevole che in Italia, (con tutto il peso artistico che possiede da sempre a livello mondiale) possa succedere tutto questo.Non si tiene a nulla,a livello nazionale la situazione è identica.Nessuno ascolta,ma non importa, alla fin fine il mondo non è soltanto l'Italia.L'emigrazione rimane l'unica soluzione per un tiepido spiraglio di salvezza.
2006/06/04

Eric Burdon e l'intramontabile stile

Eric Burdon Declares 'War'
(MGM 1970, Arg Records 1992)
 
                 

 
recensione di Roberto Moles
 

L'unione del più nero tra i cantanti bianchi in circolazione, Eric Burdon, con l'armonica del danese Lee Oskar e una band di Los Angeles che faceva della contaminazione tra rythm and blues, jazz e sonorità latine la propria peculiarità produsse una delle stagioni più brevi ma intense della musica rock.

A distanza di un trentennio "Eric Burdon declares War" rimane un capolavoro assoluto e dovrebbe far riflettere su che cosa significhi fare un disco di musica nera, così cristallino nei suoni e così esplosivo nell'impatto vocale; Burdon dimostra in questo disco di unire alla sua voce tipicamente "bluesy" una carica sensuale straordinaria, adeguatamente supportata da una band che ne intuisce gli ardori e che si lascia trascinare felicemente dal proprio capobanda, trovando il giusto spazio per esprimere tutto il feeling necessario.

L'intuizione di creare una sezione fiati composta solamente da un sax tenore ed un'armonica si rivelò una scelta azzeccata ; la band registrò il disco dopo essere stata in tour per circa un anno, nel gennaio del 1970.

L'opening track "The vision of Rassan"; è da brivido; l'introduzione pianistica di Lonnie Jordan prepara il terreno ad un gospel/rock che odora di soul non appena la sezione fiati entra in scena; per tutta la durata del pezzo si ha la sensazione che debba accadere qualcosa, un improvviso cambio di ritmo, un assolo travolgente; invece la canzone rimane come inchiodata in una sorta di stupefacente equilibrio che le dona una grazia straordinaria. Sul finire del pezzo Eric recita: "Everything has a dream, everything has a skin, let's search for", esemplificando con la consueta efficacia l'intento del messaggio.

La seconda traccia s'intitola "Tobacco Road", ed è una cover di John Loudermilk; già "hit" negli anni sessanta, il pezzo si sviluppa su una base funky di basso, percussioni batteria e chitarra su cui si snoda magistralmente la voce di Burdon, accompagnata costantemente dall'anomalo supporto della stravagante sezione fiati (sax-armonica). Anche in questo caso l'equilibrio tra i vari elementi è impressionante. Tutto sembra suonato in punta di piedi….

"Spill the wine" è il pezzo più conosciuto dell'album, singolo capace di scalare la vetta di tutte le classifiche del mondo, con la sua rarefatta atmosfera di sogno tradotta sapientemente da una voce femminile di sottofondo che parla in spagnolo; il flauto carico di riverberi enfatizza ciò che sembra essere un pigro e assolato pomeriggio estivo.

"Blues for Memphis Slim" incarna perfettamente l'esigenza di rileggere il blues con soffusi accenti jazz e profumi delicati; sax e armonica si danno il cambio in un lungo assolo che guida praticamente tutto il pezzo.

L'ultima gemma è intitolata "You're no stranger", e fu originariamente accreditata agli "War", mentre in realtà furono aggiunte nuove liriche su una melodia preesistente. Sfortunatamente la band non si ricordava la fonte della melodia e ciò fu causa di problemi legali che la costrinse a depennare il pezzo dalle ristampe dell'album. La versione in CD del lavoro ha ovviato a questo problema, ridandoci la possibilità di ascoltare anche questa splendida chiusura, con le voci in primo piano in un coro leggermente pastoso e alcolico e il piano e le percussioni ad accompagnare il tutto.

Un'ultima annotazione: il nome War, venne dato per indicare, a detta di Lonnie Jordan, una battaglia "combattuta" attraverso le note degli strumenti e non con i proiettili delle armi ….

I commercianti liberi dal pizzo

Ecco a voi la lista dei commercianti di Palermo e provincia che hanno aderito all'iniziativa del comitato "Addio Pizzo" contro l'abuso prevaricatore mafioso,cancro dell'economia italiana:
 
  • AGAP affissioni pubblicità marketing
  • Balarm informazione culturale online su Palermo
  • Bazzika abiti sartoriali, monili, design e arredamento
  • Biscò laboratorio artigianale di pasticceria
  • Body store negozio di articoli sportivi e integratori
  • Compoosit lavorazione fibre di vetro e carbonio (es.: realizzazioni parti per moto e barche); desing industriale
  • Diogene libreria specializzata in arte e architettura
  • Ellepi Negozio di dischi e prevendita biglietti concerti
  • Gitane Abbigliamento, accessori, laboratorio artigianale stoffe
  • Ibervillea piante grasse e prodotti del commercio equo e solidale
  • L'Espace hammam BAR; centro euromediterraneo per la creazione, formazione e ricerca sulla danza contemporanea
  • Libr'aria Libreria specializzata nella piccola editoria
  • Pilliu alimentari, prodotti tipici sardi e siciliani
  • Punto Pasta alimentari, pasta fresca, prodotti tipici
  • Sicilmed centro documentazione europea
  • Solidaria servizi in favore delle vittime della mafia, del racket e dell’usura; promozione cultura legalità
  • Spaziodeep Selezioni di design e layout d'ambiente
2006/05/30

La democrazia della giustizia sociale

MANDIAMOLI A LAVORARE :


Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari  pari a circa ¬ 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.


STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)

TUTTI ESENTASSE
                  +

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei  privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono  essere lette  solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di  portarle a conoscenza degli italiani......
2006/05/29

Ha vinto la Sicilia delle mazzette e dei coglioni

Non avevo minimi dubbi!!
 
La Sicilia ha fatto vedere quanto vale e da quante menti costruttive affacciate alla legalità sia composta.
 
La Mafia è risalita al potere,mi affaccio ad altri 5 anni di completa disperazione...
 
Forza Totò...li rappresenti tutti..
2006/05/25

Le stragi di neuroni-Vol.III

Umberto Eco sul Codice da Vinci

           

 
Domenica, 21 maggio 2006

[...] Qualcuno (che ancora ha fiducia nel genere umano) potrebbe continuare ad arrovellarsi per capire perché le folle di tutto il mondo si siano appassionate non tanto a un romanzo (che in sé non è né più bello né più brutto di tanti altri) quanto alla presunta rivelazione mistica (o antimistica) che faceva baluginare. La risposta riguarda naturalmente il clima New Age dei nostri decenni e la fame di mistero che si è sostituita al crollo delle ideologie e delle grandi utopie secolari. Ma quelli che dovrebbero stupirsi di meno sono proprio i custodi dell’ortodossia. I quali certo hanno ragione a dolersi che la gente prenda sul serio leggende abbastanza puerili che tra l’altro circolavano da decenni a prezzo stracciato in tutti i bugigattoli di scienze occulte, ma non dovrebbero dimenticare che a questo mercato del miracoloso hanno contributo a loro volta, facendo oggetto di turismo i luoghi di tanti improbabili miracoli e apparizioni. Chi di Codice ferisce...


Il testo integrale dell’articolo di Umberto Eco è stato pubblicato sul sito dell’Espresso

Le stragi di neuroni-vol.II

Prete sorpreso a comprare droga

martedì, 23 maggio 2006

Aveva a bordo uno spacciatore e in macchina stava acquistando la droga. Soltanto che il giovane è stato notato dai carabinieri che immediatamente sono intervenuti, effettuando le perquisizoni di rito, le procedure di identificazione e scoprendo così che l’acquirente della dose, proprietario e conducente del mezzo, era un sacerdote della diocesi di Taranto. Per il religioso è scattata, come è obbligo, la segnalazione all’Ufficio Territoriale del Governo di Taranto (una dose è stata trovata nel suo portafogli) mentre lo spacciatore di 33 anni, è stato arrestato non solo per la droga, ma anche per essere stato trovato in possesso di altre dosi, un coltello e materiale per il confezionamento della sostanza nonché alcuni ordigni rudimentali.


Fonte: TGCom

Le stragi di neuroni-vol.I

           Viva la foca            

                    

 

giovedì, 25 maggio 2006
 

L’omofobia è una brutta bestia. Non come le tenere foche, alla cui pelle il senatore di An Maurizio Saia - primo firmatario di una proposta di legge sulla salvaguardia degli acquatici mammiferi, di mestiere promotore finanziario nonché amante affettuoso della tolleranza zero - sembra tenere molto. L’omofobia fa dire cose cattive agli uomini buoni. Per esempio, che il neoministro Rosy Bindi è lesbica e che, pertanto, tutto può tranne che occuparsi di famiglia. Per covare tanto pubblico livore, il senatore deve essere stato vittima di un gran rifiuto anche se - per carità - lui non nutre rancore. «Lesbica non è mica un’offesa - precisa l’inesperto padovano dopo che persino Fini gli dà dell’imbecille - anzi tengo a specificare che io ho un sacco di amici omosessuali». Persino un parente, confessa a denti stretti e poi balbetta: «Neanch’io sono sposato». [...]


Fonte: IlManifesto.it

2006/05/24

Totò Cuffaro presidente delle fosse biologiche

Totò l'amico di tutti

"Zì vasa vasa" di Forza Italia        

("Zio bacia bacia")

Cuffaro gia' pupillo di Calogero Mannino(L'ex ministro mafioso Dc, assolto dall'accusa di mafia con la stessa formula della sentenza Andreotti: insufficienza di prove) ai tempi del potere incontrastato della Dc siciliana... Per l'occasione Rocco Buttiglione  al cospetto di oltre cinquemila ex dc  alla Fiera del Mediterraneo  fra gli applausi e l'inno del Biancofiore , ha affermato: «Mannino non è un mafioso, è un democratico cristiano che ha molto sofferto e ha diritto a un pieno risarcimento morale e politico. La democrazia cristiana non era il partito

della mafia. E' il partito che ha fatto il bene dell'Italia»

                   

Di Salvatore Cuffaro i giornali scrivono che" si vanta di avere distribuito a Raffadali (AG), suo paese di nascita, 3000 baci nel corso della recente campagna elettorale. E' il perfetto esempio del politico maghrebino: grasso ma non troppo, molle quanto basta, assessore alla sanita' di *ogni* governo regionale, di destra o di sinistra, protagonista di curiose citazioni da intercettazioni telefoniche di alcune dozzine di boss. Dopo lunga militanza DC, dopo essere stato assessore nel governo regionale di centro-destra con il CDU, di centro-sinistra con l'UDEUR, di nuovo di centro-destra con il CDU (sembra divertente, ma non lo e'), Cuffaro capisce che il suo cuore batte a destra, e si candida, con la benedizione di Formigoni, alla presidenza della regione sotto il simbolo della Casa delle liberta'."Infatti  Cuffaro nel corso del 2000 si trova ad essere  l'uomo del momento della politica siciliana potendo vantare il passaggio di una ventina di collegi elettorali dal centrosinistra al centrodestra.Persino Berlusconi  aveva voluto conoscerlo  :Lo ricevette nella sua villa di Arcore e gli disse/sabato 22 luglio/2000): «Caro Totò, se lei riesce a portarmi Mastella e tutto l'Udeur e a far cadere il governo, io sono pronto ad immolare il vitello più grasso...»

             

Dall'articolo " PALERMO, SOLDI PUBBLICI AI GOVERNATI... E AL "GOVERNATORE" di  Sergio Rizzo, "CorrierEconomia"( allegato al "Corriere della Sera" del 10 Febbrajo) si puo' apprendere che:(...) unitamente ai suoi fratelli, è diventato socio dei proprietari terrieri produttori di Marsala, quando era soltanto assessore all'agricoltura. Gli Hopps e i Cuffaro possiedono due società, costituite lo stesso giorno: il 27 gennaio del 1999. Sono la H & C and Sons (acronimo che sta evidentemente per Hopps & Cuffaro e figli), che gestisce l'hotel Capo Rossello a Realmonte, in provincia di Agrigento, e la Raphael Srl, che al pari della H & C and Sons ha come oggetto sociale l'attività turistica ed è titolare di un albergo, stavolta però a Palermo. In base all'ultimo elenco soci di questa impresa, i due fratelli Hopps detengono il 26,6% delle azioni. I tre fratelli Cuffaro il 27,6%, diviso in parti uguali: ossia, il 9,2% ciascuno. E il resto? E' nelle mani di Sviluppo Italia, la società del Tesoro che ha come scopo sociale, fra l'altro, quello di finanziare le attività imprenditoriali meridionali.

                       

 

Anche nel turismo, settore che sta particolarmente a cuore al governatore della Sicilia, per ragioni istituzionali oltre che personali. Non più tardi del 23 settembre scorso Totò Cuffaro, in questo caso nelle vesti di presidente della Regione, ha siglato proprio con Sviluppo Italia un accordo per la valorizzazione dei porti turistici dell'isola.(...)C'è da dire che Totò "vasa vasa" Cuffaro, di professione medico, non è mai comparso attivamente nell'operazione. Alla stipula dell'accordo con Sviluppo Italia ha delegato per proprio conto il fratello Silvio. Ed è l'altro fratello Giuseppe, presidente del consiglio di amministrazione della Raphael, che in assemblea rappresenta sia il presidente della Regione che Silvio. Del resto Giuseppe, classe 1960, presidente della società Raphael, è la vera mente imprenditoriale dei Cuffaro e ha in mano il piccolo impero dell'autonoleggio fondato dalla sua famiglia. Innanzitutto la Cuffaro Tours, agenzia di noleggio pullman che ha prestato recentemente servizio (al prezzo di 80 euro a persona per andata e ritorno da Palermo) per gli ospiti dell'annuale riunione del Forex che stavolta si è tenuta ad Agrigento, il regno di Totò. E poi Mediterranea Touring, Cefalù Autoservizi, Gamma Bus, Erana Autostrasporti Carburanti. Fra le società che fanno capo a Giuseppe Cuffaro ci sono la Eco Protection, di cui è azionista anche Silvio, e la O. M. Ag., Officine Meccaniche Agrigentine, impresa che un anno fa il ministero delle Attività produttive ha considerato idonea alla concessione di un contributo della legge 488 di 1.453.000 euro. Nel piccolo impero dei Cuffaro non poteva poi mancare una finanziaria. Ha sede a Brescia ed è stata battezzata Fin. Co. (Financial consulting). Silvio ne è azionista al cinquanta per cento."

  


Appena diventato Presidente della regione Sicilia Cuffaro rilascia queste dichiarazioni:«La Giunta della città ci ha consegnato la Valle dei Templi in modo perfetto» scordando gli scandali e la condanna, nell'aprile 2001, del sindacoCalogero Sodano, a un anno e mezzo di reclusione per aver permesso l'abusivismo edilizio in cambio di vantaggi elettorali. Ora il sindaco, del Ccd, è diventato senatore della Repubblica e le demolizioni (...) hanno avuto due anni di proroga dalla passata Giunta  (...). «L'abusivismo nel Mezzogiorno è gestito dalla criminalità organizzata», ha replicato al presidente Cuffaro il presidente di Legambiente Ermete Realacci: «Sanare le case fuorilegge non vuol dire"riordinare" le coste, ma offrire su un piatto d'argento a chi ha devastato quel territorio la possibilità di lucrare col mattone illegale». L'edilizia è ridiventata uno degli affari importanti della mafia. L'abusivismo è la sua riserva indiana. Dal 1996 al 2000 sono state costruite
in Sicilia 29.737 case abusive.(Lungo le coste siciliane vi sono circa 480.000 costruzioni abusive)
(QUEI VANDALI PREMIATI IN ONORE DEL PROGRESSO Corrado Stajano, "Corriere della Sera" del 3 Luglio 2001 )

Nell'anno 2002 Cuffaro(nominato commissario straordinario ) assicura che per superare la crisi idrica siciliana  che le  navi con dissalatori(promesse dal governo-v-ministro affari regionali La Loggia) sono già operative, con una produzione teorica di circa cento litri d'acqua al secondo. Purtroppo per i siciliani un servizio del Tg5 ci fa sapere che " i dissalatori promessi dal Governo e garantiti da Cuffaro in Italia non esistono. Si possono costruire, ma ci vogliono almeno 12-13 settimane, a partire dal primo ordinativo, per riuscire ad averne una."  Cuffaro inteverra pubblicamente per dire che: "non e' colpa mia se in Sicilia piove poco"

Il DER SPIEGEL nel 2002  scrive(BOCCONI GHIOTTI PER LA MAFIA)
Dal 1993 sono arrivati in Sicilia 80 mila miliardi di lire e i risultati sono grandi dighe costruite dove l'acqua non può arrivare, svincoli autostradali giganti come quello di nicosia presso Messina dove ci sono più cornacchie sul guardarail che automobili . Anni di
malgoverno, di rapina, di investimenti "spalmati" sulle clientele anzichè mirati a obiettivi di sviluppo, anni durante i quali a palazzo dei Normanni si sono alternate giunte di centro, di sinistra, di destra ma totò Cuffaro NON S ALTERNA MAI: sempre inchiodato all'Assessorato all'Agricoltura, quello dei fondi europei e delle dighe senz'acqua, assessorato dove in pochi anni le spese correnti salgono da 18a 21 mila miliardi di lire e gli investimenti scendono da 11.500 a 7.500 miliardi di lire".
 
Nel maggio 2003 al signor Cuffaro viene notificato un' avviso di garanzia:" Cuffaro è accusato di aver ricevuto input politici dal boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro attraverso Domenico Miceli, che si era dimesso cinque mesi fa dall'incarico di assessore alla Salute del Comune di Palermo quando erano affiorate le prime indiscrezioni sull'inchiesta.L'ex assessore viene indicato dagli inquirenti come il canale per veicolare fino ai vertici della Regione le richieste di Guttadauro. Nelle intercettazioni ambientali effettuate nell'abitazione di Guttadauro il nome di Cuffaro viene ripetuto più volte come la persona cui rivolgersi per ottenere finanziamenti, favori nel mondo della Sanità, e per inserire nelle liste elettorali alcuni candidati decisi dalla mafia.I magistrati, nella seconda pagina dell'ordinanza, dove si trovano i capi di imputazione a carico di Miceli , scrivono: «Il Miceli assecondando specifiche richieste di Guttadauro Giuseppe e Aragona Salvatore (entrambi medici arrestati per mafia, ) si proponeva come intermediario tra il Guttadauro e l'onorevole Cuffaro al fine del soddisfacimento di interessi e richieste, comprese quelle volte ad influenzare concorsi pubblici per assegnazione di incarichi nella sanità»

Dalla prima pagina della "Sicilia" del 06/28/2003 si poteva leggere :Mafia: indagato il presidente della regione Sicilia Cuffaro Bufera nella regione: il presidente Totò Cuffaro è indagato dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa.I carabinieri del Ros hanno arrestato l'ex assessore del Comune di Palermo Domenico Miceli, non eletto per pochi voti all'Ars, i medici Vincenzo Greco e Salvatore Aragona di Altofonte e Francesco Buscami, già segretario dell'ex sindaco Vito Ciancimino. Nelle intercettazioni a casa del boss Guttadauro il nome di Cuffaro è citato come persona a cui rivolgersi per ottenere favori nella sanità e per inserire nelle liste delle elezioni regionali del 2001 alcuni candidati che avrebbero avuto lo 'sta bene' della mafia. Nelle conversazioni captate il boss Guttadauro parlando con Vincenzo Cascino diceva: "Berlusconi non può pensare solo ai suoi processi, deve pensare anche a noi".



Nel luglio 2003 il supplemento locale de  "La Repubblica" rivela che esiste un video  girato dai Ros dei Carabinieri che  riprende Cuffaro mentre incontra l'ex assessore comunale Mimmo Miceli, arrestato per mafia e il medico Vincenzo Greco, condannato nel '96 per avere curato Salvatore Grigoli, killer di padre Puglisi e cognato del boss Giuseppe Guttadauro."L'Unita' e la Repubblica rilanciano polemiche, fumi e veleni sulla gestione della procura da parte di Piero Grasso accusato da una lettera a firma di dodici magistrati : "di frenare le inchieste-su Cuffaro- che scottano, assegnando i fascicoli delicati solo a pm a lui graditi - sempre gli stessi - e ottenendo risultati risibili dalla collaborazione con la giustizia di gente come Nino Giuffrè, detto Manuzza, e dalle dichiarazioni di un personaggio ambiguo come Pino Lipari, cacciato dal programma di protezione proprio da Grasso e da uno dei suoi pupilli, Michele Prestipino.Cuffaro il 1° luglio del 2003 viene ascoltato  dal gruppo di magistrati che si occupano dell’inchiesta: il procuratore Piero Grasso, l’aggiunto Guido Lo Forte e i due sostituti Gaetano Paci e Nino Di Matteo.Per una pura coincidenza una settimana dopo arriva la decisione del Csm di estromettere dalla Direzione distrettuale antimafia Roberto Scarpinato e Guido Lo Forte, che hanno superato gli otto anni di permanenza nell'ufficio. assessore al territorio Bartolo Pellegrino.


La 'Gazzetta del Sud', quotidiano di Messina titola: "CUFFARO NON SI DIMETTE INVOCANDO LA MADONNA".- Non è una novità. Non bisogna andare tanto lontano per ricordare che pregare la Madonna in circostanze assai simili, è di uso tra coloro che sono accusati di essere dei mafiosi. Il caso più famoso è quello del boss sanguinario di Cosa Nostra, Pietro Aglieri. Con questo non vogliamo certo dare del mafioso al Governatore di Sicilia Totò Cuffaro.(MAFIA E POLITICA: CUFFARO PREGA LA MADONNA PER SALVARSI L'ANIMA 10/07/2003)

Naturalmente Cuffaro(fervente cattolico) si schiera  a sostegno della "famiglia": ma solo se fondata sul matrimonio: Aiuti ai nuclei per  l'acquisto della prima casa e contributi a quelle  che ospitano anziani o disabili Fondi ai consultori per le ragazze madri e 1.000 euro per neonato.Nel luglio del 2003 il consiglio regionale  ha boccia  l'emendamento che avrebbe voluto estendere il sostegno  economico previsto per le coppie sposate anche a quelle  di fatto.Insomma non e' un caso se il primo incontro "istituzionale" il presidente appena eletto lo ha avuto con il cardinale di Palermo Salvatore De Giorgi.Alla fine dell'incontro Cuffaro si impegnava ad assumere  "l'impegno a istituire un organismo di
collegamento tra la Chiesa cattolica e il mondo politico, che possono e debbono collaborare, dal momento che entrambe mirano alla promozione della persona e della famiglia".

"È un'inchiesta che viene da lontano, quella che oggi sfocia nel provvedimento a carico di questo nome illustre della politica siciliana.Uno dei grandi protagonisti del cosiddetto «61 a zero». Quel bagno bulgaro di consensi - lo ricorderete - che ha portato il Polo, in un sol boccone, a detenere: con Diego Cammarata, la leadership del Comune di Palermo; con Ciccio Musotto, quella della Provincia, e con Cuffaro, appunto, quella di Palazzo d'Orleans.

Tutto nasce a Brancaccio. Tutto ruota attorno alla figura di Giuseppe Guttadauro, un medico, attualmente in galera (dalla quale è entrato e uscito), diventato da tempo capo mafia del quartiere essendo subentrato ai fratelli Graviano ormai «bruciati» dai processi e dalle condanne per strage. Guttadauro è fedelissimo del numero uno di Cosa Nostra, Bernardo Provenzano. Un medico, dunque un professionista; ma anche, e soprattutto, un efficiente canale di intermediazione proprio fra Cosa Nostra e la politica.(...)Guttadauro, incontrando mediatori e ambasciatori, chiede, in cambio di cospicui sostegni elettorali, che uomini di sua fiducia vengano candidati nello schieramento politico capeggiato da Cuffaro per le elezioni regionali. Non solo. Manifesta anche interesse che altri suoi uomini siano inseriti in posti di vertice di enti pubblici (enti ospedalieri) e di società a partecipazione regionale. Ora non ci vuole molto a capire che essendo uomo di fiducia di Bernardo Provenzano, le sue parole finivano con l'avere un peso specifico non indifferente. Le sue richieste, in altre parole, sarebbero andate a buon fine."
(Sicilia, Cuffaro indagato per mafia -di Saverio Lodato-06/2003)

Guttadauro, come scrivono i carabinieri del Ros(: " rapporto dei Ros le intercettazioni telefoniche e ambientali disposte nei confronti di Giuseppe Guttadauro, medico sospettato di essere capomafia di Brancaccio per conto di Bernardo Provenzano) sottolineava nuovamente( la sua vicinanza ideologica a Buttiglione, leader politico che sentiva massimamente di appoggiare, al contrario di Berlusconi, apostrofato come una persona che voleva egoisticamente passare alla storia. Il suo partito, Forza Italia, era considerato da Guttadauro una coalizione vuota che, una volta caduto Berlusconi, si sarebbe sciolta. Il boss Guttadauro ha privilegiato il rapporto con il Cdu che in Sicilia esprime il presidente della Regione."


"L'INDAGINE - Secondo quanto accertato dai magistrati, Borzacchelli avrebbe incassato ingenti somme da Michele Aiello (imprenditore di Bagheria arrestato lo scorso 5 novembre per mafia sempre nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte «talpe» nella Procura palermitana) in cambio di informazioni riservate su indagini che lo riguardavano. Aiello, secondo l'accusa, avrebbe creato all'interno della Procura una propria rete di informatori, e attraverso Borzacchelli avrebbe avuto accesso a indagini riservate. Con Aiello, a novembre, furono arrestati il maresciallo della Guardia di Finanza Giuseppe Ciuro, in servizio alla Direzione investigativa antimafia di Palermo, e il maresciallo dei Carabinieri Giorgio Riolo, in servizio alla sezione anticrimine del Ros. Nel corso delle indagini che hanno portato all'arresto della notte scorsa, i magistrati hanno controllato gli estratti conti bancari di Borzacchelli dal 1992 ad oggi, da cui risulterebbero versamenti e spostamenti di denaro a favore del deputato da parte di società dell'imprenditore. L'estate scorsa Borzacchelli aveva ricevuto un avviso di garanzia nell'ambito di un'altra inchiesta -- denominata "Ghiaccio 2" o "Mafia e politica" che aveva portato all'arresto del boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, dell'ex assessore comunale di Palermo Domenico Miceli e del medico Salvatore Aragona. Nell'ambito della stessa indagine, a giugno aveva ricevuto un precedente avviso di garanzia anche Cuffaro, il cui nome compariva in una serie di intercettazioni che avevano interessato Guttadauro.
(7 febbraio 2004 - Corriere.it )
07.02.2004
Talpe a Palermo, arrestato deputato dell’Udc
di Marzio Tristano

[b]PALERMO. [b] Finisce in carcere per concussione un maresciallo dei carabinieri candidato ed eletto tre anni fa nel parlamento più antico del mondo, e trema, a New York, l'uomo che, insieme agli alti dirigenti dell'Udc, lo volle in lista: il governatore della Sicilia Totò Cuffaro, già indagato per concorso in associazione mafiosa, e destinatario ieri di un nuovo avviso di garanzia per rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento. I due, ipotizza la procura, sarebbero le «talpe» che informarono la mafia delle indagini nei confronti del boss Guttadauro, ex primario dell'ospedale Civico, capo del mandamento mafioso di Brancaccio e «regista» non tanto occulto di candidature dentro il partito del Presidente della Regione.

Ville & minacce Il barometro giudiziario torna a segnare tempesta sul quadrante «mafia-politica-talpe» con l'arresto eccellente di Antonio Borzacchelli, 43 anni, inflessibile investigatore del reparto operativo dei carabinieri fino al 2001 quando si candida nell'Udc, diventa deputato all'assemblea regionale siciliana ed entra nelle indagini della procura sugli amici di Guttadauro che lo descrivono come un ricattatore senza scrupoli pronto ad utilizzare la divisa per ottenere ville e denaro, tra minacce di arresto e concessione di favori all'imprenditore Michele Aiello, ritenuto uno dei prestanome di Bernardo Provenzano. Un maresciallo, ha rivelato un testimone - il dottor Salvatore Aragona - , «appoggiato in modo aperto e incondizionato da Mannino e da Cuffaro».

La cena Nell'intreccio tra affari miliardari di una sanità malata nelle strutture pubbliche ed efficiente e costosa nel privato, politici e professionisti impegnati a discutere di candidature nel salotto di un boss mafioso, l'inchiesta della procura viaggia infatti verso i livelli più alti lanciando verso il governatore della Sicilia un'accusa pesante: sarebbe lui, con Borzacchelli, la «talpa» che informò Cosa Nostra delle indagini sul boss Guttadauro. A chiamare in causa Cuffaro è un verbale redatto il 1° dicembre scorso da Aragona, 42 anni, medico anch'egli con l'hobby della politica, condannato per favoreggiamento di Giovanni Brusca, il killer della collinetta di Capaci, che senza reticenze ha raccontato la sua verità su una cena di festeggiamenti elettorali, la sera del 24 giugno 2001, dopo la vittoria elettorale in Sicilia, al ristorante Riccardo Terzo di Monreale: «Al dottor Miceli - ha rivelato Aragona - quella sera questa verità (le microspie a casa Guttadauro, n.d.r.) è stata detta dall'on. Borzacchelli e dall'on. Cuffaro. Mentre loro parlavano ero presente al convivio, non ho assistito al dialogo, ero presente ad una decina di metri di distanza, ma ho subìto la reazione sia del Miceli che del Cuffaro. Miceli mi trattò in malo modo, come se la responsabilità di tutto questo evento fosse attribuibile a me, forse perchè nella loro valutazione io ero molto più vicino al dottor Guttadauro». Nel salotto di quest'ultimo, secondo le intercettazioni, venne discussa la candidatura di Mimmo Miceli nelle liste dell'Udc.

Il silenzio degli «amici» Cuffaro ha sempre negato ogni circostanza, promettendo di dimettersi «se venisse provato un rapporto di affari con Aragona», offrirà la sua verità ai giudici domani, quando salirà le scale del palazzo di giustizia accompagnato dal suo legale, l'avvocato Nino Caleca. Altri difensori nei palazzi della politica, per ora, il governatore non ne raccoglie. L'arresto di Borzacchelli scatena il silenzio imbarazzato della maggioranza; nella Sicilia orientale fa sentire la sua voce solitaria il leader dell'Udc Raffaele Lombardo: si dice «sorpreso» dell'arresto di Borzacchelli ma sicuro che «la magistratura, cui va confermata assoluta fiducia potrà, anche alla luce degli odierni provvedimenti giudiziari, definire il quadro delle effettive responsabilità e restituire autorevolezza alle istituzioni regionali». Che, evidentemente per Lombardo, l'hanno persa.

Bufera La pensano allo stesso modo, ma con toni diversi, gli esponenti dell'opposizione. Dice Claudio Fava: «L'inchiesta ha sommerso Cuffaro. L'arresto dell'ex maresciallo dell'Arma che Cuffaro aveva voluto nell'Udc e imposto come deputato regionale, chiude un semestre di indagini che ha visto finire in galera o sotto inchiesta tutti gli uomini di fiducia del presidente della Regione a Palermo. Cuffaro è l'unico a rimanere seraficamente al proprio posto: alla faccia di ogni questione morale».
Gli fa eco Beppe Lumia: «Gli ultimi sviluppi dell'inchiesta su Aiello confermano che in Sicilia la questione morale raggiunge i livelli più alti e drammatici». Aggiungono Francesco Forgione e Giusto Catania di Rifondazione Comunista: «È sempre più inquietante l'intreccio che emerge tra l'imprenditore Aiello, la mafia di Bernardo Provenzano e precisi settori della maggioranza di governo riconducibili al partito e all'area politica del presidente della Regione». Anche perchè, come dice nel verbale del 1° dicembre Aragona, «non è da tutti i giorni che un ex maresciallo si vada a candidare da Cuffaro».


da l'unita'

2006/05/23

Nino Parruca > il problema Sicilia

E' davvero interessante vedere come oggi il mercato della ceramica in Sicilia sia così felice di ospitare Nino Parruca,questo grande genio della truffa, grazie a lui tutti coloro che visitano la nostra terra hanno una idea della ceramica siciliana pari a quella che può avere un pigmeo nei confronti di Totò Schillaci!La ceramica di Parruca non è basata su alcuna colorazione siciliana,Burgio,S.Stefano di Camastra e praticamente quasi tutta la Sicilia per lui non esistono.A Burgio ad esempio la colorazione delle ceramiche avviene ancora artigianalmente rispettando quella che è la tradiazione centenaria di questa nobilissima pratica artistico-artigianale,i colori,la cottura e le scelte di argille della zona conferiscono ai pezzi un valore unico che andrà aumentando col tempo.Detto questo voi mi sapete dire gentilmente a che cazzo serve questo:

Vi prego se riuscite a capire qual'è la necessità di mettere le mattonelle dipinte accanto alla brace ditemelo.....

                                                                                               

                                                            Ceramica di Burgio                           Ceramica Parrucca

 Ovviamente senza ombra di dubbio nei confronti di cotanta bravura il comune di Palermo,noto per le sue grandi attività culturali non può che attivarsi,facendo realizzare al grande artista quegli incredibili "birilli" che spadroneggiano al foro italico,e dando onori a chi onori sinceramente non dovrebbe averne ,dato che il suo lercio modo di fare ceramica è l'eredità rubata di un maestro come De Simone (suo insegnante) che teneva conto di parecchi aspetti,soprattutto quello del colore.Alla fine poi guardo i turisti felici di portare quelle stronzate in patria,rido,mi danno e penso...ma saranno cazzi loro?

2006/05/15

Omaggio ai CCCP

I CCCP possono ragionevolmente ambire al titolo di massima rock band italiana di sempre. Si continuerà a discutere all'infinito sul rapporto tra la nostra scena e quella internazionale, sulla specificità "locale" della realtà italiana e sulla (presunta) impossibilità di confrontarla con quella d'ascendenza anglo-sassone, ma un fatto è certo: la band emiliana è riuscita a catturare lo spirito di quella cosa che tutti chiamano "rock", e lo ha fatto con un linguaggio che, pur risentendo del contesto d'origine - Europa, Italia, Emilia (paranoica e non) - può ritenersi appieno "universale". In questo connubio, così spinto da apparire spesso surreale, tra provincia italiana e avanguardie internazionali, sta la grandezza del gruppo, il cui fervore punk è incarnato anche fisicamente dal cantante-sciamano Giovanni Lindo Ferretti: ossuto, nevrotico, allucinato, quasi una sorta di John Lydon padano.

I CCCP nascono nel 1982 in una discoteca di Berlino, dall'incontro di Ferretti con il chitarrista Massimo Zamboni. I due si muniscono di drum machine e suonano in giro per la Germania. Il ritorno in Italia porta l'illuminazione. La cultura popolare emiliano-romagnola, tradizioni comuniste comprese, può essere filtrata da etica ed estetica punk. Le coordinate sonore della band sono soprattutto la scena elettro-industriale tedesca, dai Kraftwerk agli Einsturzende Neubauten, il punk e proto-punk americano (MC5, Stooges, Ramones), il cantautorato italiano (Franco Battiato in primis) e la dark-wave britannica (dai PIL ai Bauhaus). Ma i CCCP non sono l'ennesima copia di una band straniera: sono una band provinciale italiana che ha deturpato tutto quello che poteva essere tradizionalmente italiano, dalla canzonetta al ballo liscio, e l'ha tritato in un frullatore punk a velocità supersonica.

Dopo un paio di Ep, i cui brani vengono raccolti su "Compagni, cittadini, fratelli, partigiani" (1984), i CCCP pubblicano nel 1986 il loro vero primo album, dal chilometrico e icastico titolo di "Affinità e divergenze fra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età". E' un periodo cruciale per il rock italiano: due anni prima, infatti, era uscito "Siberia" dei Diaframma, l'anno precedente "Desaparecido" dei Litfiba, due dischi-chiave per la nascente scena "new wave". Ma rispetto a Litfiba e Diaframma, i CCCP sono ancor più radicali ed eversivi. Nessuno prima di loro aveva osato infarcire le canzoni italiane con simili dosi di violenza, disperazione e paranoia.

Le loro provocazioni sarcastiche - che dal vivo si accompagnano al circo surreale di Danilo Fatur (Artista del popolo) e Annarella Giudici (Benemerita Soubrette) - si riflettono fin nella confezione dell'album. La copertina è beffardamente griffata in stile "socialismo reale", con l'effige del "compagno Togliatti" sullo sfondo. L'originale è in vinile rosso, firmato "Attack Punk Records", con su un lato il ritratto di un punk, sull'altro la scritta "Punk filosovietico/ musica melodica emiliana". Farvi scivolare la puntina sopra (o, più prosaicamente, inserire il cd ristampato dalla Virgin nel lettore) equivale a una seduta di elettroshock prolungata.

Pronti via: ecco subito l'urlo-proclama di "CCCP", con le chitarre gracchianti e un ritornello che mette subito in chiaro le (in)certezze politiche del gruppo: "Fedeli alla linea e la linea non c'è". Un nugolo di feedback, un basso indolente e una batteria elettronica che è una pulsazione continua sono il marchio di fabbrica della band, che torna subito alla carica con uno dei suoi inni: "Curami". I CCCP cantano le psicosi di una generazione di zombie, che percorre gli anni 80 di traverso, sentendosi costantemente fuori posto. Per questo, più che l'amore e i buoni sentimenti, invocano una cura, una medicina che liberi la mente dagli incubi paranoici da cui è ossessionata: "Prendimi in cura da te, curami, curami", implora Ferretti con il suo canto rantolato, tra il giro punk della chitarra e i tintinnii stranianti di uno xilofono; poi, la canzone sembra quasi incantarsi nella reiterazione ossessiva (altro tipico espediente dei CCCP) della frase "Solo una terapia, solo una terapia!". Alla fine, non restano che il bit meccanico della batteria elettronica e gli ultimi spasmi dello xilofono. Non siamo molto lontani dalle crisi di nervi dei PIL.

Le droghe, per i CCCP, non sono mai funzionali all'eccitazione o all'ampliamento delle facoltà percettive: sono antidepressivi, calmanti, sonniferi... sono il "Valium Tavor Serenase": "Il valium mi rilassa/ il serenase mi stende/ il tavor mi riprende". I ritmi del brano, invece, sono forsennati: una sfuriata hardcore di violenza inaudita che si spezza di colpo per lasciare il campo a un intermezzo di liscio ("Emilia mia, Emilia in fiore", in puro tre quarti da balera!). Il punk che sposa Casadei: che inaudito oltraggio!

Se la musica conserva sempre una carica detonante, le storie sono immerse in una desolazione surreale, da "Trafitto", che allenta il ritmo con il suo proclama d'apatia ("Trafitto sono/ trapassato dal futuro/ cerco una persona/ Fragili desideri/ a volte indispensabili/ a volte no") a "Noia", cupa e depressa come da titolo.

L'Emilia dei CCCP mantiene la sua verve ironica, seppur inacidita da una vena sarcastica, ma abbandona ogni traccia di bonarietà ed edonismo. Anche l'amore, si diceva, ha perso ormai ogni connotato sentimentale, ed è ridotto a una dimensione brutalmente meccanicistica: "Un'erezione, un'erezione triste per un coito molesto, per un coito modesto/ Spermi spermi indifferenti, per ingoi indigesti/ io attendo allucinato la situazione estrema" (da "Mi ami"?).

"Morire" è un'altra staffilata esiziale: Ferretti, sempre più visionario muezzin (perdonate l'abusato termine, ma si tratta pur sempre di colui che ha scritto "Punk Islam"...), infierisce sull'ascoltatore con il suo canto indolente: "Produci, consuma, crepa/ Produci, consuma, crepa/ Cotonati i capelli, riempiti di borchie/ rompiti le palle/ rasati i capelli/ crepa/ crepa". A "Io sto bene" il compito di assestare il colpo finale: su una cadenza ballabile, Ferretti intona uno degli inni del decennio: "Non studio, non lavoro, non guardo la tv, non vado al cinema, non faccio sport". Gli anni 80 visti alla rovescia: l'edonismo lascia posto alla depressione, il consumismo all'abulia, l'arrivismo all'insicurezza: "Io sto bene io sto bene/ io sto male io sto male/ io non so io non so/ come stare dove stare".

Il clima dark di "Allarme", inquieto tango dai sussulti rock, ("Muore tutto, l'unica cosa che vive sei tu. Solo tu, solo tu") è il preludio al lungo delirio finale di "Emilia Paranoica", manifesto del disco e forse dell'intera carriera del gruppo. Una stasi oppressiva - batteria elettronica al ralenti, con gli accordi di chitarra in sincrono con il canto sillabato e monocorde di Ferretti - improvvisamente prende velocità, con le chitarre urticanti di Zamboni a squarciare l'orizzonte; poi, tutto si blocca di colpo, e ritorna la cupa lentezza dell'inizio. L'Emilia solare dei luoghi comuni diventa una landa fredda e nebbiosa, terra di tossici e sbandati, frontiera finale dell'alienazione. "Aspetto un'emozione sempre più indefinibile" è il "testamento" finale di Ferretti.

L'album lancerà i CCCP nel firmamento del rock italiano e non solo: i concerti a Pankow e a Mosca sanciranno il riconoscimento internazionale della più internazionale tra le nostre rock band. Poi, anche Ferretti e compagni dovranno adeguarsi ai tempi e alle nuove sigle, e sarà il tempo dei CSI. Ma questa è un'altra storia.

2006/05/04

Bertrand a Palermo

La Terra vista dal cielo
 
è il titolo della grande mostra fotografica di Yann Arthus-Bertrand, celebre fotoreporter francese, in corso a Palermo nella centralissima piazza Politeama. Si tratta di 120 spettacolari fotografie (ciascuna di 180 per 120 centimetri) scattate in tutto il mondo, riprodotte in imponenti dimensioni su 62 pannelli bifacciali, accompagnate da testi sullo sviluppo sostenibile; al centro del piazzale, è allestito un gigantesco planisfero calpestabile di 6 metri per 12; e a fianco, un grande padiglione ospita un centro d’informazione sullo sviluppo sostenibile ed un bookshop, mentre in una saletta è possibile assistere ad un video (proiettato senza interruzioni) sul progetto del fotografo.La mostra è un “ritratto aereo” del nostro pianeta che i visitatori possono ammirare in pieno centro cittadino per tre mesi, fino al 16 luglio: un’esposizione di forte contenuto sociale e ambientale, oltre che artistico, con un allestimento all’aperto di grande impatto visivo; accessibile gratuitamente, 24 ore su 24, e illuminata di notte con un suggestivo gioco di luci.Fotografo di fama mondiale, Yann Arthus-Bertrand ha pubblicato oltre 75 libri, tutti di enorme successo e lavora per alcune celebri testate internazionali: il suo intento, attraverso questo progetto, è di sensibilizzare il grande pubblico sui temi dello sviluppo sostenibile.La terra vista dal cielo nasce dall’omonimo libro, diventato oggi, con i suoi 3 milioni di copie, il manuale di fotografia più venduto al mondo, tradotto in 24 lingue. Per la qualità degli scatti e del contenuto, la mostra ha ottenuto il riconoscimento e gli alti patrocini dell’Unesco, del ministero per i Beni e le Attività culturali, del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, del ministero per le Pari Opportunità e dell’Ambasciata di Francia. In questi anni, l’esposizione è stata allestita a Parigi (per otto mesi), New York (per dieci mesi), Londra (per due anni); e poi ancora, fra le tante città: a Vienna, Berlino, Varsavia, Poznan, Budapest, Amsterdam, Oslo, Copenhagen, Stoccolma, Helsinki, Reykiavik, Ginevra, Zurigo, Barcellona, Madrid, Siviglia, Lisbona, Beirut, Tokyo, Osaka, Singapore, Seul, Djeddah, Santiago, Montréal, Città del Messico, Guadalajara, Caracas, Buenos Aires, San Paolo, Ankara, Chicago, Melbourne ed in numerose altre città del mondo. Patrocinata dal Comune di Palermo e voluta dal sindaco Diego Cammarata, la mostra è organizzata dall’Anua (Associazione per la natura, l’uomo e l’ambiente), con il sostegno dell’assessorato regionale al Turismo e della Fondazione Banco di Sicilia. In poco più di cinque anni, essa ha avuto oltre 60 milioni di visitatori in 55 Paesi di cinque continenti, con 2 milioni e mezzo di visitatori, nel 2004, nella sola Milano. E dopo Palermo si trasferirà a Roma. «Anche Palermo, come le principali metropoli del mondo – sottolinea il sindaco Diego Cammarata – può oggi ammirare le spettacolari immagini di questo grande fotografo. Sono felice che si possa far coincidere la bellezza della mostra con quello che è uno dei luoghi più affascinanti della città, piazza Politeama. Si tratta di un evento che ha una duplice valenza, artistica ed educativa. Da un lato, ci consente di osservare il nostro pianeta da prospettive finora mai viste, secondo variazioni di grande suggestione, che fanno emergere un intenso e delicato sentimento della natura; dall’altro, ci stimola ad una riflessione sul nostro rapporto quotidiano con l’ambiente, invitandoci a mettere in moto tutti gli accorgimenti possibili per averne cura. In definitiva, si tratta di un fatto culturale: rispettare la natura significa rispettare noi stessi».
 

 
 
 

 
 
 

 
 

 
 
 
2006/04/09

Berlusconi ha chiuso in bellezza

IL VOTO DEI LEADER
9 Aprile 2006

Il candidato premier del centrosinistra, Romano Prodi, ha votato alle 10 al Liceo Galvani, nel centro di Bologna, dove e' giunto assieme alla moglie Flavia poco prima di andare a messa.
Il leader del Polo, Silvio Berlusconi, ha votato al seggio 502 della scuola media Dante Alighieri di via Scrosati, a Milano, dove e' arrivato alle 13,15.

Berlusconi si e' anche reso protagonista di un piccolo incidente nel suo seggio, quando ha indicato all'anziana madre, in compagnia della quale si e' recato al seggio, dove mettere la croce: "Fai una croce - ha detto rivolto alla mamma - sul simbolo di Forza Italia".
Il rappresentante di lista dell'Ulivo ha allora ripreso il premier: "Presidente - ha detto -, guardi che non si può". Berlusconi si è allora rivolto al rappresentante di lista e ha replicato, sorridendo: "Nemmeno con la mamma?". Alla risposta che non è possibile dare indicazioni di come votare all'interno del seggio Berlusconi ha replicato: "Nemmeno con la mamma? Siete proprio l'Italia che non vuole bene".
2006/04/08

Daniela Papadia-Save my Name

Palermo/11 Marzo-16 Aprile:
Palazzo Ziino
 
                                     Daniela Papadia, Save My Name, 2005 - olio su tela
L’utilizzo della fotografia è il tratto di più immediata distinzione dei lavori di Daniela Papadia: tutti oli su tela realizzati fra i primi anni ’90 e il 2006, in cui il taglio della composizione è dato dai tempi meccanici di una ripresa spinta ai limiti di un iperrealismo pittorico.
L’opera dell’artista siciliana si articola all’interno di complessi cicli figurativi: dall’indagine sulle masse umane in movimento, colte in luoghi di inconsapevole comunione -la strada, il lavoro, il gioco, la preghiera- alle figure sospese come angeli in volo sulle teste delle stesse folle (Sospesi; Meteoros, 2002). Spesso inquadrate dall’alto e costrette entro prospettive deliranti, le icone di Papadia citano a piene mani dalla pittura manierista, riletta con gli occhi dei giorni nostri. Le sue figure galleggiano in uno spazio senza gravità; svuotate di peso, anelano ad una libertà dalla materia, che si pone alla ricerca di una distanza dalle cose del mondo, come conquista di una rinnovata esistenza.
Il ciclo Inside Me (2005) recupera suggestioni bibliche, mitologiche e barocche, e si concentra esclusivamente sulla rappresentazione di una donna incinta attraversata da una “freccia”: corpi nudi su cui sono proiettate immagini in trasparenza, come tatuaggi su una pelle affogata in riverberi di fuoco, sangue e acqua. La pittura della siciliana acquista allora toni caldi, sensuali, in un erotismo della vi sione più suggerito che non esplicitato. L’immagine diviene simbolo dell’umanità intera e si fonde con l’intimità di un unico corpo generante, icona universale della ri-nascita, della sofferenza, dell’evoluzione e dell’unione tra dimensione soggettiva e collettiva.
Save my name è il titolo dell’ultimo ciclo di dipinti realizzati dalla Papadia. Ancora una volta è l’ispirazione di un esotismo à la page a caratterizzare le ambientazioni delle tele che, tra misticismo e analisi antropologica, affrontano il tema dell’emigrazione. Il deserto è il teatro della messa in scena, luogo di contraddizioni e di ambiguità, terra di esodi di massa e di attraversamenti per la libertà.
Al ciclo Sospesi appartiene anche uno dei video in mostra -Sospesi (2002)- cui si aggiungono altri tre lavori video -Acqua, Fuoco, Sangue, 2004-2005- che anticipano l’iconografia di Inside Me, catturando il momento della penetrazione di una freccia nel ventre gravido della donna, mentre fiamme o flutti d’acqua fanno da sfondo simbolico e scenografico all’azione.

2006/03/04

Renè Magritte

Il pittore belga René Magritte (1898-1967) è tra i pittori surrealisti più originali e famosi. Dopo aver studiato all’Accademia di Bruxelles, i suoi inizi di pittore si muovono nell’ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Secondo quando egli stesso ha scritto, la svolta surrealista avvenne dopo aver visto il quadro di De Chirico «Canto d’amore», dove sul lato di un edificio sono accostati la testa enorme di una statua greca e un gigantesco guanto di lattice. Nel 1926 prese contatto con Breton, capo del movimento surrealista, e l’anno successivo si trasferì a Parigi, per restarvi tre anni. Dopo di che la sua vita artistica si è svolta interamente in Belgio.Magritte è l’artista surrealista che, più di ogni altro, gioca con gli spostamenti del senso, utilizzando sia gli accostamenti inconsueti, sia le deformazioni irreali. Ciò che invece è del tutto estraneo al suo metodo è l’automatismo psichico, in quanto egli, con la sua pittura, non per vuole far emergere l’inconscio dell’uomo ma vuole svelare i lati misteriosi dell’universo. Ed è proprio su questo punto che la sua poetica conserva lati molto affini con quelli della Metafisica.I suoi quadri sono realizzati in uno stile da illustratore, di evidenza quasi infantile. Volutamente le sue immagini conservano un aspetto "pittorico", senza alcuna ricerca di illusionismo fotografico. Già in ciò si avverte una delle costanti poetiche di Magritte: l’insanabile distanza che separa la realtà dalla rappresentazione. E spesso il suo surrealismo nasce proprio dalla confusione che egli opera tra i due termini.È il caso del quadro «Ceci n’est pas une pipe», dove una riproduzione perfetta di una pipa è accompagnata dalla scritta "questa non è una pipa". L’iniziale mistero di una simile incongruenza va ovviamente sciolto nella constatazione che un quadro, anche se rappresenta una pipa, è qualcosa di molto diverso da una pipa reale.In altri quadri Magritte gioca con il rapporto tra immagine naturalistica e realtà, proponendo immagini dove il quadro nel quadro ha lo stesso identico aspetto della realtà che rappresenta, al punto da confondersi con esso.Di notevole suggestione poetica sono anche i suoi accostamenti o le sue metamorfosi. Combina, nel medesimo quadro, cieli diurni e paesaggi notturni. Accosta, sospesi nel cielo, una nuvola ed un enorme masso di pietra. Trasforma gli animali in foglie o in pietra.Il suo surrealismo è dunque uno sguardo molto lucido e sveglio sulla realtà che lo circonda, dove non trovano spazio né il sogno né le pulsioni inconscie. L’unico desiderio che la sua pittura manifesta è quello di "sentire il silenzio del mondo", come egli stesso scrisse. In ciò quindi il surrealismo di Magritte si colloca agli antipodi di quello di Dalí, mancandovi qualsiasi esasperazione onirica o egocentrica.

Quel che resta del mito-Igor Mitoraj

Taglia, spezza, disarticola, insomma fa a brandelli le statue classiche, da sempre principale fonte iconografica dell'antica Grecia. Chi si permette di fare questo? E’ Igor Mitoraj, nato nel 1944, che inizia a studiare pittura a Cracovia sotto la guida di Tadeusz Kantor - il grande pittore, scenografo e regista teatrale polacco - proseguendo poi gli studi a Parigi nel 1968, dove scopre il fascino delle antiche culture americane e, proprio per conoscerle direttamente, si trasferisce per un anno in Messico.

Nel 1974 torna a Parigi e, dopo avere ricevuto significativi riconoscimenti nel campo della scultura, decide di dedicarsi esclusivamente a questa. Trascorre lunghi periodi a New York e in Grecia toccando così i due estremi della modernità e della classicità. Nel 1979 giunge a Pietrasanta in Toscana - il paradiso per gli scultori. Qui scopre che il marmo, la terracotta e il bronzo sono i suoi materiali e decide, nel 1983, di aprire uno studio dividendo la sua vita tra l’Italia e la Francia. Le sue sculture sono state esposte in numerose occasioni in Europa e negli Stati Uniti: la mostra all’Accademy of Art di New York nel 1989 ne ha sancito il successo internazionale.

E’ quindi la classicità il referente principale di Mitoraj – che non disdegna di guardare anche alle culture dell’estremo oriente - un mito forse tramontato ma non finito, un richiamo costante per la civiltà occidentale, un indissolubile componente del nostro Dna, un elemento che anche il più sfrenato modernismo tecnologico non riesce a sradicare completamente. Non si tratta di un "rinascimento" o di uno dei vari ritorni al passato: guai a parlare di classicismo all'artista che ha espresso giudizi decisamente negativi sul principe del neoclassicismo, Antonio Canova! La sua lettura della tradizione classica non vuole esaltare (la sola rappresentazione dei modelli greci si auto-esalta) né adattare o rimodellare, ma vuole rappresentare per frammenti il tempo che è passato su queste sculture, così come frammentate ci sono giunte a rappresentare gli archetipi dell’antichità.

"Forse la frattura allude al mistero dell’antico che si manifesta a noi per frammenti, per allusioni, per evocazioni come i riflessi di un'Atlantide scomparsa". Così Antonio Paolucci nel catalogo della mostra cerca di spiegare il fascino che emanano queste opere. Probabilmente la scultura classica ha facile presa sul pubblico contemporaneo oramai smarrito nella babele di linguaggi, informazioni e mode di oggi, cui può risultare confortante anche la frantumata rappresentazione di Mitoraj. L’interpretazione, o più precisamente la rilettura che troviamo nelle sue sculture, può dare talvolta l’impressione di una scoperta archeologica. Ma non è un'operazione nostalgica né tanto meno ironica: sembra un intervento chirurgico, o meglio, un'autopsia, per isolare gli elementi di maggior rilievo. Non cerca di dare una risposta, anzi: ponendo lo spettatore in uno stato d’animo di sospesa attenzione fa sorgere invece interrogativi.

Meno riusciti sembrano i "pannelli" dove sono inseriti oggetti e pezzi di statua, o i "tasselli" ricavati nel corpo delle statue, poiché la forza delle opere di Mitoraj sta proprio nella purezza dell’operazione che non ha bisogno di contaminazioni di sorta. La mostra "Igor Mitoraj. Dei ed Eroi" (catalogo Electa con testi di Calvesi, Kuspit, Lolli Ghetti, Medri e Paolucci) aperta fino al 30 settembre, voluta dalla Cassa di Risparmio di Firenze per il 170° anniversario della sua fondazione, si snoda tra il Museo Archeologico di Firenze e i Giardini di Boboli con un allestimento che diviene esso stesso opera d’arte. Il confronto che si apre tra gli originali conservati nel museo e le opere "nuove" sembra un dialogo tra entità soprannaturali avvolte da una atmosfera ultraterrena, mentre l’inserimento delle sculture nell’artificio dei Giardini di Boboli - che rappresentano essi stessi uno degli esempi più riusciti di giardino all’italiana, ricco di sculture - riporta le statue a contatto con la natura, riproponendo un tema centrale per il mondo classico: il rapporto tra l’uomo e l’universo.

Sono inoltre esposti, a Palazzo Pitti, un gruppo di disegni il cui unico tema è la figura umana, che viene definita con pochi ed essenziali tratti. Pur sempre avendo un contatto con la scultura, i disegni sono decisamente meno ingessati nel tema portante della classicità, permettendo così l'emergere di sentimenti e sensazioni che nelle altre opere non trovano spazio. Si resta con questa esposizione ancora una volta stregati "dall'immutabile principio", come definì Winckelmann la bellezza classica, anche se si tratta dei resti del naufragio di un mondo oramai scomparso.

2006/03/03

Jane Alexander e l'Arte dell'ingiustizia

Artista sudafricana.Le sue installazioni,popolate di strani personaggi umanoidi,da cui traspare solitudine e un senso di incertezza sul proprio destino,evocano le fasi recenti della storia sudafricana,segnata dall'ingiustizia e dalla violenza dell'apartheid e dai problemi legati alla costruzione di una nuova società multiculturale
2006/01/22

Qualcuno si ricorda che a Palermo vi è un Accademia di Belle arti?

ITALIA!!Oramai questa parola la si esulta solo quando gioca la nazionale,la maggior parte della gente si è scordata evidentemente che siamo l'unico paese ad avere migliaia di monumenti e opere d'arte dal valore artistico e umano uniche al mondo!!Invece mi tocca vedere che nonostante questo mirabile dato i fondi per le Accademie e le scuole d'arte sono da fame!A Palermo non sappiamo più dove studiare,non abbiamo una biblioteca,non abbiamo scale di emergenza ne ascensori,abbiamo tutti i tipi possibili ed immaginabili di barriere architettoniche,i laboratori di incisione sono stati chiusi alla fine di dicembre 2005 per la loro pericolosità(si usa acido nitrico,petrolio,colofonia e altri materiali tossici senza alcuna protezione)e per questo motivo più di 100 miei colleghi hanno perso la speranza di dare esami,penso che siamo l'unica Accademia in cui ogni studente ha a disposizione 1 mq a testa contro i 6 mq che si hanno nelle altre facoltà,in cui ci graffiamo e inciampiamo da soli quando ci muoviamo attorno ai lavori per lo spazio ristretto,in cui si fa marmo in 40 persone in un aula di 40 mq usando anche compressori,in cui la Direttrice amministrativa essendo appoggiata da forza italia con una manovra di elezione assolutamente illegale si è insediata e non approva più alcuna spesa per i debiti che si riscontrano a fine mese,in cui dobbiamo dipingere e fare arte con il cappotto e i guanti.Insomma siamo una Accademia disastrata.Una delle nostre sedi l'hanno chiusa i vigili del fuoco perchè da anni un pilastro è inclinato e il pericolo di crollo è elevato,mentre la sede di scultura a Giugno deve sloggiare non avendo altri spazi sostitutivi,non abbiamo riscaldamenti,non abbiamo strutture per poter ricambiare l'aria,a scultura ad esempio lavoriamo resine che vanno rinforzate con lana di vetro(materiale radioattivo)e lavoriamo in aule di normale didattica senza alcuna areazione o in BAGNO aprendo solo la finestra,il fetore rimane per giorni,un mio collega si è beccato un eritema cutaneo per aver toccato gesso scaduto mandatoci grazie ai fondi insufficenti stanziati.NON ABBIAMO PIU' MODELLI!!!VI RENDETE CONTO COSA VOGLIA DIRE IN UNA ACCADEMIA DI BELLE ARTI?,CI HANNO COMUNICATO CHE NON CI SONO I SOLDI E CHE DI CONSEGUENZA POSSIAMO INVENTARE O COPIARE DA FOTO O DA ALTRI AUTORI (Nino Parrucca insegna...)
IN UN PAESE COME L'ITALIA DOVE SOLTANTO LA "FACCIA" DEI POLITICI CONTA PER POTER GRAZIE AL CONSENSO POPOLARE ESSERE RIELETTI E CONTINUARE A SPECULARE SGUAZZANDO NELLA MAFIA, VI CHIEDO, SE POTETE, SPARGERE LA VOCE PER POTER FAR SAPERE QUANTO PALERMO FACCIA SCHIFO!!!
 
 
p.s:SEGUIRANNO PRESTO DELLE FOTO CHE DIMOSTRERANNO QUELLO CHE HO APPENA QUI CITATO
2006/01/15

Lo Iacono "recupera" Palermo

Al più  importante paesaggista siciliano della seconda metà dell’Ottocento la sua città  di nascita dedica una grande mostra che racconta della grande fortuna della sua pittura, della critica che lo segue e lo onora, delle importanti frequentazioni con gli artisti e i maestri del suo tempo, della committenza aristocratica.  Racconta Francesco Lojacono, vivacissimo intellettuale nel clima cosmopolita e sperimentale della Palermo divenuta una della capitali della Belle Époque.
Paesaggi, ampie vedute, attenta resa del vero, la natura assoluta protagonista nelle visioni ravvicinate della roccia lavica e nelle assai più numerose marine, nel punteggiare di delicati papaveri e fiori di alisso, celeberrimi ulivi saraceni e sfiorite ninfee, boscaglie e stagni, palme e banani.

Una grande esposizione con più di cento opere pittoriche provenienti da musei  italiani e stranieri e una straordinaria ricognizione da collezioni private hanno consentito di documentare gli scambi tra i vari centri del realismo meridionale impegnati in un lavoro di ricerca e chiarificazione che determinò un fervido dibattito di importanza internazionale. Trenta le immagini fotografiche in una sezione tutta dedicata al cammino della nascente arte per stabilire i profondi e forti legami con la parallela ricerca pittorica.
Dalle vestigia antiche di Agrigento e Taormina ai villaggi quasi deserti, dalle marine ai paesaggi montani rarefatti e assolati, i luoghi di Lojacono si restringono talvolta ad un solo albero, ad una sola roccia. Della Sicilia interpreta e coglie le infinite contraddizioni affermando un’idea moderna, e al tempo stesso autenticamente lirica, del paesaggio. Le abbaglianti bellezze e le asprezze altrettanto belle della sua terra, le campagne desolate, i giardini aristocratici, la città araba e quella moderna dell’Orto Botanico.

L’arte di Lojacono e la sua fama internazionale (aveva esposto già a Vienna , Parigi, Bordeaux) ebbero la  consacrazione attraverso alcuni dipinti, che sono da considerarsi i suoi capolavori,  presentati alle grandi esposizioni nazionali ed entrati nelle grandi collezioni pubbliche. La Strada di campagna -   la potenza degli effetti luminosi della calura e dell’afa tormentosa e greve di un giorno di luglio -  esposta a Napoli nel 1877 fece subito il suo ingresso alla Galleria Nazionale di Capodimonte e L’arrivo inatteso paesaggio umile e insieme epico, assolutamente struggente venne scelto a Roma nel 1883 dalla Regina Margherita per il Palazzo del Quirinale. Caratterizzate dal formato monumentale, conferivano ai paesaggi rappresentati un carattere solenne tale da porre il genere, allora ancora considerato minore, sullo stesso piano della pittura storica o del ritratto.